I sogni son desideri
di felicità

Nella scuola materna,
il gioco è importantissimo.

È l'attività principale del bambino, gli permette di conoscere la realtà, apprendere, esternare emozioni, crescere.
Per essere fruibile dal bambino, nella scuola materna il "teatro" deve passare attraverso il gioco ed essere vissuto come una "avventura" a cui partecipare con tutto il corpo, sia individualmente che in gruppo, essendo allo stesso tempo attore e spettatore.

Dentro le favole, fuori le emozioni.

Il bambino può entrare dentro alle "favole" vivendo l’ambiente immaginario, creato da scenografie, suoni, emissioni vocali e modificare il percorso stesso delle favole, liberando emozioni e paure che portano ad una maggiore consapevolezza della propria identità personale.

Soprattutto il bambino può vivere emozioni - rabbia, tristezza, felicità, curiosità - in risposta ad un evento, liberando energia fisica e rafforzando legami significativi con gli altri compagni.
Nel laboratorio teatrale in cui il "lupo" si avvicina troppo ai bambini, per superare la paura, questi hanno cercato di occupare lo spazio più lontano, mettendosi molto vicini tra loro e proponendo delle strategie.
Nella scuola materna si possono usare filastrocche, scioglilingua, emissioni sonore che si connettono a movimenti ed azioni evocative astratte e simboliche.
In particolare ci sono giochi che usano il corpo come "luogo": la mano diventa la piazza e il picchiettare delle dita dell’altra mano evoca la sensazione delle zampette dei pulcini, altri giochi esplorano la morfologia del viso e attraverso particolari sonorità creano "immagini mentali".
Il corpo può diventare materia narrativa e creare una infinità di rappresentazioni che appaiono e scompaiono con un gesto: si possono usare le "mani burattino" e la "maschera del corpo" per disegnare personaggi e ambienti che prendono a "vivere".
I bambini acquisiscono con il gioco la consapevolezza dello spazio e del tempo, della finzione che permette la sperimentazione di tutto e oltre a viverlo nella fantasia producono materiali visibili agli altri.

Con i bambini di questa età si può parlare di "teatro del gioco" ed occorre creare situazioni di esperienza, partire dal loro patrimonio di immagini creando un percorso che li renda consapevoli delle modalità rappresentative che usano nel gioco e organizzando lo spazio che diventa così funzionale a quello che si vuole rappresentare e quindi diventa "altro".